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	<title>ParlandoDi...Blog &#187; Tag &#187; ciurma mom new york</title>
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	<description>La dose quotidiana di libera informazione</description>
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		<title>Ciurma Mom: New York #10 &#8211; Rockefeller Center, raggiungere il top!</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Dec 2013 20:23:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Scarano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Ciurma Mom &#8211; New York 2013 #10: Rockefeller Center, raggiungere il top! Una rubrica a cura di Barbara Buccino A Nicola, dopo numerosi giorni di febbre alta e di evidenti dolori muscolari e articolari, si era manifestato lo sfogo che mi aveva fatto capire che probabilmente si trattava di una forma vivace della Quinta malattia. [&#8230;]</p><p>The post <a href="/2013/12/03/ciurma-mom-new-york-10-rockfeller-center-raggiungere-il-top/">Ciurma Mom: New York #10 &#8211; Rockefeller Center, raggiungere il top!</a> appeared first on <a href="/">ParlandoDi...Blog</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ciurma Mom &#8211; New York 2013 #10:</strong> <em>Rockefeller Center, raggiungere il top!</em><br />
<strong><em>Una rubrica a cura di Barbara Buccino</em></strong></p>
<p><iframe src="//www.youtube.com/embed/YNs08IAS7i4" height="480" width="640" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></p>
<p>A Nicola, dopo numerosi giorni di febbre alta e di evidenti dolori muscolari e articolari, si era manifestato lo sfogo che mi aveva fatto capire che probabilmente si trattava di una forma vivace della Quinta malattia. Eravamo sollevati e non vedevamo l’ora ricominciare a macinare chilometri tra mezzi pubblici e camminate su e giù per New York…Down and Out in New York!</p>
<p>Nicola era convalescente e ancora non riusciva a camminare, ma grazie al passeggino della sorellina Elena, un mezzo privato tra i mezzi pubblici, abbiamo raggiunto il Rockefeller Center, un concentrato di mete architettoniche e artistiche che hanno fatto la storia di New York. Si tratta di un complesso di 19 edifici commerciali costruiti nella Midtown Manhattan tra le due guerre, per volere del petroliere e filantropo John D. Rockefeller. Gli edifici del Rockefeller Center sono davvero una grandiosa impresa edilizia e commerciale e la loro realizzazione aiutò gli americani a riemergere dalla Grande Depressione.</p>
<p>Appena arrivati nella zona si entra in una vertigine di scelte ed entusiasmo, ma il nostro primo desiderio era di salire sull’osservatorio di Top Of The Rock, dove si può osservare la città dall’alto, standoci nel mezzo. Perciò ci siamo diretti subito alla nostra meta cercando di non farci distrarre da altre attrattive che avevamo tutto il tempo di visitare con la giornata a disposizione, le scorte di acqua ghiacciata, le immancabili patatine salva-crisi e i nostri sedici panini d’ordinanza. Giusto un’occhiata all’esterno degli Studios e dello Store della NBC e siamo giunti ai piedi del GE Building, pronti a salire sul Top Of The Rock Observation Deck.</p>
<p>Non vedevamo l’ora di provare il famoso ascensore col tetto trasparente che porta, tra luci e musica, in 42 secondi al 67° piano e l’esperienza è stata all’altezza delle aspettative di tutti, grandi e piccini. Anche il personale del grattacielo è particolarmente cordiale e sorridente e fare le foto, come se fossimo gli operai sospesi nel vuoto della celebre foto del 1932 durante la costruzione del grattacielo, è stato così divertente che stavolta non siamo riusciti a resistere dall’acquistarla.</p>
<p>La vista della città da Top Of The Rock è magnifica, per noi è ancora più bella di quella dall’Empire State Building. La terrazza qui è su tre livelli ed è affascinante poter vedere quasi nel dettaglio la piantina di Central Park e tutto lo skyline, senza le grate che invece circondano l’Empire State Building, ma con un semplice vetro solo al livello più basso e ampio del grattacielo. Salendo sul terzo piano della terrazza, guardandomi intorno senza barriere, ho percepito appieno il senso dell’espressione “padroni della città”.</p>
<p>Terminata questa esperienza inebriante e quasi mistica, i tecnologici di casa hanno preso il sopravvento e, scesi dal palazzo, siamo entrati dentro il Nintendo World, un paradiso di videogiochi tutti da provare e dimenticare, visto che non funzionano sulle console italiane.</p>
<p>Tornati nella piazza centrale del Rockefeller Center sotto un caldo soffocante, i ragazzi si sono offerti di restare da soli sulle panchine nella parte alta della piazza a mangiare i panini fatti col morbido e sempre buono pane americano, per concedere a me e mio marito due caffè freddi e lunghissimi nella luccicante Rockefeller Plaza. Un viaggio di nozze lampo come quelli che si raccontano e che non avevamo conosciuto.</p>
<p>La tappa finale di questa indimenticabile giornata è stata dentro al Lego Store, un posto magico, pieno pezzi di lego colorati e idee fantasiose per sbizzarrirsi in composizioni personalizzate. Qui abbiamo coccolato il nostro malatino, festeggiando la sua convalescenza con una magnifica scatola dei pompieri. Sarà stata la meta di questa uscita, sarà stata la nostra sete di turisti o forse la felicità di vedere finalmente Nicola tornare il bimbo di prima, ma questa gita ha avuto il gusto della ripresa…proprio come quella che il Rockefeller Center ha rappresentato per gli americani.</p>
<p><a href="/wp-content/uploads/2013/07/ciurmamomNEWYORK.png"><img class="aligncenter size-large wp-image-14487" alt="ciurmamomNEWYORK" src="/wp-content/uploads/2013/07/ciurmamomNEWYORK-530x298.png" width="530" height="298" /></a></p>
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		<title>Ciurma Mom: New York #9 &#8211; La metropolitana di New York</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Nov 2013 11:01:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Scarano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>CIURMA MOM, Una rubrica a cura di BARBARA BUCCINO: NEW YORK 2013 #9 &#8211; LA METROPOLITANA DI NEW YORK, TRA TUTORIAL E AVVENTURA - La metropolitana di New York è una delle più antiche ed estese reti di trasporto pubblico nel mondo. Snocciolandosi in 468 stazioni serve 26 linee, il cui tragitto viene identificato da [&#8230;]</p><p>The post <a href="/2013/11/22/ciurma-mom-new-york-9-la-metropolitana-di-new-york/">Ciurma Mom: New York #9 &#8211; La metropolitana di New York</a> appeared first on <a href="/">ParlandoDi...Blog</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>CIURMA MOM</strong>, Una rubrica a cura di <strong>BARBARA BUCCINO</strong>:<br />
<strong>NEW YORK 2013 #9</strong><em> &#8211; LA METROPOLITANA DI NEW YORK, TRA TUTORIAL E AVVENTURA -</em></p>
<p><iframe src="//www.youtube.com/embed/nR45Q9V5fnM" height="480" width="640" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></p>
<p>La metropolitana di New York è una delle più antiche ed estese reti di trasporto pubblico nel mondo. Snocciolandosi in 468 stazioni serve 26 linee, il cui tragitto viene identificato da lettere o numeri. Sembra tutto immenso e complicato all’inizio ma in fondo, saputi alcuni punti base non è difficile orientarsi.</p>
<p>Per strada basta cercare le lampade sferiche per scorgere gli ingressi della metropolitana e in cima alle scale ci sono già delle informazioni utili come l’orario di apertura (se diurno o 24h/24), la presenza di un agente MTA e soprattutto, per le stazioni più piccole, la direzione della metro…se verso nord (uptown) o sud (downtown). In caso non fosse la direzione che vi serve basta cercare dal lato opposto della strada. Nelle stazioni più grandi invece la distinzione tra uptown e downtown si trova all’interno.</p>
<p>Come biglietto per la metropolitana si usa la METROCARD, una carta che si può acquistare e ricaricare alle macchinette automatiche presenti nelle stazioni di ogni metro (sempre che funzionino!) ed è possibile usare la stessa MetroCard fino a quattro persone. Durante il nostro soggiorno noi ne abbiamo usate due, fino quasi a consumarle, una ogni tre persone, dato che due bambini erano sufficientemente piccoli da non dover pagare. Ancora adesso guardiamo le nostre MetroCard, conservate per ricordo, sospirando…</p>
<p>La metropolitana per noi era il riferimento di ogni gita, di ogni spostamento, di ogni fantasticheria. Generalmente io e Valeria la sera, tra chi crollava esausto per la giornata e il fuso orario e chi guardava un po’ di tv autoctona fingendo di riuscire a seguirla, ci impossessavamo del computer e, carta e penna alla mano, studiavamo il percorso della metropolitana per raggiungere gli obiettivi del giorno successivo.</p>
<p>E così, grazie alla metropolitana abbiamo raggiunto in poco tempo ogni nostra meta a New York, abbiamo superato barriere architettoniche al limite del diabolico, temprato le nostre orecchie con le sirene ad ogni apertura del cancelletto per i non paganti, messo alla prova la nostra resistenza fisica agli sbalzi estremi di temperatura tra la soffocante calura ai piedi dei binari e la polare aria condizionata nei vagoni, capito che essere schizzinosi non porta -letteralmente- da nessuna parte (cari milanesi, nelle stazioni della MM potreste mangiare per terra) e infine sperimentato il brivido della chiusura improvvisa di una stazione trasformata in scena del crimine. Ma allora davvero questa vacanza l’abbiamo vissuta dentro un film?!</p>
<p><a href="/wp-content/uploads/2013/07/ciurmamomNEWYORK.png"><img class="aligncenter size-large wp-image-14487" alt="ciurmamomNEWYORK" src="/wp-content/uploads/2013/07/ciurmamomNEWYORK-530x298.png" width="530" height="298" /></a></p>
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		<title>Ciurma Mom: New York 5 &#8211; Il 4 luglio dal Boss delle Torte</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Sep 2013 12:52:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Scarano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Compiere 18 anni il 4 luglio in America è un sogno! Nel caso di Valeria un sogno immaginato in ogni dettaglio progettando come sfruttare al massimo ciò che la giornata avrebbe potuto offrire, costruito coi risparmi personali rinunciando a feste, cinema, abiti e tutto quello che normalmente circonda un’adolescente della sua età, un sogno coltivato [&#8230;]</p><p>The post <a href="/2013/09/16/ciurma-mom-new-york-5-il-4-luglio-dal-boss-delle-torte/">Ciurma Mom: New York 5 &#8211; Il 4 luglio dal Boss delle Torte</a> appeared first on <a href="/">ParlandoDi...Blog</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Compiere 18 anni il 4 luglio in America è un sogno!</p>
<p>Nel caso di Valeria un sogno immaginato in ogni dettaglio progettando come sfruttare al massimo ciò che la giornata avrebbe potuto offrire, costruito coi risparmi personali rinunciando a feste, cinema, abiti e tutto quello che normalmente circonda un’adolescente della sua età, un sogno coltivato nell’attesa.</p>
<p>La torta di compleanno sarebbe stato il regalo speciale attorno cui sarebbe ruotata la giornata. Una torta di Buddy Valastro, The Cake Boss. Da comprare direttamente da Carlo’s Bakery, il celebre negozio del boss delle torte a Hoboken, in New Jersey.</p>
<p>Così due sera prima, mentre parte della famiglia dormiva smaltendo il fuso orario ormai da una settimana, Valeria ed io abbiamo studiato il percorso in ogni dettaglio con google maps: i mezzi da prendere, gli orari, la strada da fare a piedi e dove fermarci per un pic nic. La mattina dopo siamo andate a piedi a cercare la fermata di Path (Port Authority Trans-Hudson), la metropolitana extraurbana che, attraversando il fiume Hudson, collega Manhattan con il New Jersey, in modo da arrivarci l’indomani a colpo sicuro senza far stancare troppo i piccoli.</p>
<p>E il grande giorno è arrivato davvero! Con Path e una breve camminata, siamo arrivati davanti alla pasticceria di Buddy in poco più di mezz’ora. Entrare dopo un’ ora di coda all’aperto è stato emozionante. La pasticceria è piccola e tappezzata di fotografie della famiglia Valastro. Della famiglia non c’è nessuno come prevedibile, ma i ragazzi che ci lavorano sono squisiti quanto le specialità del boss. Sicuramente rispetto ai nostri dolci i suoi sono un po’ più pesanti, ma meno di quello che mi sarei aspettata. Ed è consolante avere la prova che quelle decorazioni di fondente sono tanto belle quanto immangiabili. Tuttavia Valeria per il suo compleanno ha scelto una mousse al cioccolato fondente. Davvero molto buona e più economica del previsto! Da tornarci…</p>
<p>Il finale perfetto della giornata non potevano che essere i fuochi d’artificio del 4 luglio, giorno di Indipendenza americana, guardati alla tv ma palpabili nell’aria. Il tutto mangiando gelato, rigorosamente statunitense.</p>
<p><iframe width="640" height="480" src="//www.youtube.com/embed/LnnO2_EHIh4" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>Ciurma Mom: New York #3 – Prima gita al Central Park</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Aug 2013 15:24:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Scarano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Manhattan è un concentrato di edifici e negozi, un concentrato di strade e traffico, un concentrato di luoghi da visitare, un concentrato di opportunità, un concentrato di persone, un concentrato di ospitalità, un concentrato di tolleranza, un concentrato di intolleranza, un concentrato di contraddizioni, un concentrato di odori pungenti e vari. Manhattan è un concentrato [&#8230;]</p><p>The post <a href="/2013/08/20/ciurma-mom-new-york-3-prima-gita-al-central-park/">Ciurma Mom: New York #3 – Prima gita al Central Park</a> appeared first on <a href="/">ParlandoDi...Blog</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Manhattan è un concentrato di edifici e negozi, un concentrato di strade e traffico, un concentrato di luoghi da visitare, un concentrato di opportunità, un concentrato di persone, un concentrato di ospitalità, un concentrato di tolleranza, un concentrato di intolleranza, un concentrato di contraddizioni, un concentrato di odori pungenti e vari. Manhattan è un concentrato di vita…e di rumori.</p>
<p>I rumori sono una costante di sottofondo in qualunque istante e dormire con le finestre aperte sarebbe una sfida anche per un romano che abiti in pieno centro. Così, dopo un giorno e due notti a Manhattan, le nostre orecchie desideravano anche solo un attimo di riposo. E la pace l’abbiamo trovata a Central Park.</p>
<p>Central Park è un grande e perfetto rettangolo (4 km x 800 m) di parco nella parte nord di Manhattan, il cuore di New York. Guardandone la sagoma dall’alto del palazzo di Top Of The Rock è evidente che si tratta di un’oasi di verde costruita artificialmente (fu inaugurata nel 1876), ma quando ci si entra è solo meraviglioso! E si capisce profondamente perché è detto il “polmone verde” di New York.</p>
<p>Sembra di vivere in un mondo a parte…silenzioso, colorato, musicale per i suoni della natura e per i delicati e incisivi artisti di strada, profumato per la vegetazione e la mancanza di smog e pulito per la civiltà di chi lo frequenta e per i poliziotti del parco. A Central Park ora è anche vietato fumare e, sebbene ai fumatori possa sembrare assurdo trattandosi di un’area all’aperto, anche questo rende l’area particolarmente pulita e sana seppur nel cuore della città.</p>
<p>Per visitare interamente Central Park ci vuole tempo, non solo perché è enorme e lo sguardo si incanta davanti ai prati, le piante, i laghi, i viali, e gli scoiattoli, ma anche perché è pieno di attrattive, eventi e strutture interessanti. E quando l’occhio si spinge oltre il confine…ecco che con un contrasto mozzafiato i grattacieli sono ancora lì, a riflettere il cielo o a perdersi tra le nuvole.</p>
<p>Noi abbiamo deciso di cominciare visitandone la metà più in basso, Central Park South, la zona con le attrazioni più celebri, che vanno dai prati più noti, le gallerie e i ponti caratteristici, i laghi, le statue, le fontane, i musei, attività varie per i bambini, un’antica latteria dove una volta si poteva bere il latte appena munto e il popolare, seppur piccolo rispetto quel che mi aspettassi, zoo di Central Park. Sì sì…proprio quello, lo zoo del film “Madagascar” e dei pinguini Skipper, Kowalski, Rico e Soldato.</p>
<p><iframe width="640" height="480" src="//www.youtube.com/embed/oBmb_zwfRAw" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>The post <a href="/2013/08/20/ciurma-mom-new-york-3-prima-gita-al-central-park/">Ciurma Mom: New York #3 – Prima gita al Central Park</a> appeared first on <a href="/">ParlandoDi...Blog</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Ciurma Mom: New York 2013 #1 &#8211; La Partenza</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Jul 2013 15:36:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Scarano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Non c’è volta che, facendo le valigie per andare in vacanza, non arrivi il momento in cui io mi chieda ma chi me l’ha fatto fare?!  Coincide sempre con la fase delle valigie aperte per terra, dopo l’entusiasmo di essere riuscita a organizzarmi, a trovare qualcosa di bello e più low cost possibile per partire [&#8230;]</p><p>The post <a href="/2013/07/23/ciurma-mom-new-york-2013-1-la-partenza/">Ciurma Mom: New York 2013 #1 &#8211; La Partenza</a> appeared first on <a href="/">ParlandoDi...Blog</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="/wp-content/uploads/2013/07/ciurmamomNEWYORK.png"><img class="aligncenter size-large wp-image-14487" alt="ciurmamomNEWYORK" src="/wp-content/uploads/2013/07/ciurmamomNEWYORK-530x298.png" width="530" height="298" /></a></p>
<p>Non c’è volta che, facendo le valigie per andare in vacanza, non arrivi il momento in cui io mi chieda ma chi me l’ha fatto fare?!  Coincide sempre con la fase delle valigie aperte per terra, dopo l’entusiasmo di essere riuscita a organizzarmi, a trovare qualcosa di bello e più low cost possibile per partire in otto.</p>
<p>Mentre cerco nei cassetti l’intimo per tutti, in modo che ce ne sia a sufficienza per non doverlo lavare a giorni alterni, ma al contempo averne ancora a casa per i giorni che restano prima della partenza e un paio per l’arrivo, conto e ri-conto se tra 32 paia di mutande e di calze non ho lasciato indietro quelle di nessuno e intanto spero di non dimenticare i pigiami che sono sempre l’ultima cosa che mi ricordo di prendere e penso che c’è ancora la valigia delle scarpe da fare, per cui dovrò convincere il mio rassegnato marito che anche lui, come gli altri, non può portare più di due scarpe e un paio di ciabatte, perché già così ci saranno 24 paia di scarpe e possono bastare.</p>
<p>Di solito è a questo punto che comincio a dover combattere contro il mio cervello che mi suggerisce che una vacanza a casa, senza impegni particolari, senza orari fissi da caserma, senza essere cuoca e tassista a orari mai coincidenti, potendo andare in piscina o a fare un pic-nic, potendo incitare con tutta calma a “solo un piccolo compito e poi siete liberi”, uscendo qualche sera e invitando amici a cena a go go, sarebbe proprio il mio ideale!</p>
<p>Ma questa volta no! Non ho avuto mai un tentennamento, mai un dubbio, mai un cedimento alle lusinghe del divano.</p>
<p>Un anno fa circa avevamo istituito quello che chiamavamo il Fondo New York. Ci mettevamo ogni singolo risparmio, anche il più piccolo, perché in tanti è sempre molto evidente quanto valga di più un piccolo risparmio quotidiano di una rinuncia più grande se una tantum. Perciò consideravamo tutto…una spesa particolarmente vantaggiosa, il non cedere mai a un cibo pronto facendo tutto in casa, dal pane all’irrinunciabile pizza. Una rinuncia a una festa, a un cinema, a un aiuto in casa, a un acquisto…tutto fa. E il fondo cresceva più in fretta di quel che potessimo pensare. Infine, cercando i biglietti con sufficiente anticipo è incredibile, e anche un po’ sconvolgente, constatare che raggiungere l’ America può costare meno che arrivare in Sicilia.</p>
<p>A questo punto non ci restava che approfittare della affettuosa generosità, disponibilità e incitazione di una famiglia di carissimi amici andati a vivere per due anni a Manhattan per lavoro e accettare con grande gioia e gratitudine l’offerta di lasciarci la loro casa a disposizione quando sarebbero tornati in Italia per le vacanze estive.</p>
<p>Così siamo partiti, a fine giugno, alla volta di New York, dove, proprio il 4 luglio –l’Indipendence Day- mia figlia avrebbe festeggiato il compimento dei suoi 18 anni! Che sogno per lei (e per noi) diventare maggiorenne a New York…per giunta il giorno della festa nazionale degli Stati Uniti! E, come se non bastasse, dopo di lei avrebbero festeggiato anche Stella e Massimo i loro 13 e 11 anni.</p>
<p><strong>Auguri, amori grandi della mia vita…</strong></p>
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