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	<title>ParlandoDi...Blog &#187; Tag &#187; ciurma mom</title>
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	<description>La dose quotidiana di libera informazione</description>
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		<title>Ciurma Mom: New York #7 &#8211; Tutto intorno a Manhattan</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Oct 2013 13:24:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Scarano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Fare il turista a New York è stupendo, interessante, divertente, sorprendente, appagante! In America l’abbondanza è quasi un mantra e come turisti se ne fa il pieno nell’accezione migliore del termine. Le offerte di cose da fare e vedere sono ampie e per tutte le tasche, gli operatori sono pazienti e disponibili, la gente è [...]</p><p>The post <a href="/2013/10/16/ciurma-mom-new-york-7-tutto-intorno-a-manhattan/">Ciurma Mom: New York #7 &#8211; Tutto intorno a Manhattan</a> appeared first on <a href="/">ParlandoDi...Blog</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><iframe src="//www.youtube.com/embed/CMO7Kp4YB_A" height="540" width="720" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></p>
<p>Fare il turista a New York è stupendo, interessante, divertente, sorprendente, appagante!</p>
<p>In America l’abbondanza è quasi un mantra e come turisti se ne fa il pieno nell’accezione migliore del termine. Le offerte di cose da fare e vedere sono ampie e per tutte le tasche, gli operatori sono pazienti e disponibili, la gente è aperta e desiderosa di venirti incontro e quasi tutti adorano gli italiani.</p>
<p>Anche solo girare per le strade per raggiungere i punti di attrazione lascia a bocca aperta. New York non è infinitamente grande come città ma lo sono i palazzi, le insegne, le strade, i camion. A Manhattan in particolare, la gente è tanta e sempre di fretta, ma per un sorriso a un bambino o a un turista c’è sempre spazio. Parlare in inglese quando capiscono che sei un turista europeo a volte è un impresa ardua perché tutti ti vogliono aiutare parlandoti in spagnolo. Nel nostro caso la comprensione si complicava, ma aumentava il nostro desiderio di vedere, di capire, di integrarci.</p>
<p>Perciò, dopo il fascino e lo stordimento dei primi giorni nel ritrovare tutto quello che ci si aspetta da New York, ma ancora più enfatizzato che nei racconti e le immagini dei film americani, volevamo avere un quadro d’insieme di tutta la città, perché il suo aspetto cambia molto di quartiere in quartiere e volevamo vederne il più possibile, inclusi i meno belli e popolari.</p>
<p>Così una mattina, zaino in spalle con panini e acqua ghiacciata per resistere ai 38 gradi col 98% di umidità, abbiamo preso la metropolitana fino alle vicinanze di Times Square. Siamo usciti dalla metro all’angolo tra 8th Avenue e 41st Street, alla fermata metropolitana di <em>Port Authority</em>. Un posto in cui il sole lo portano le insegne, i palazzi di vetro, le luci visibili anche in pieno giorno d’estate e le pubblicità animate di dimensioni colossali.</p>
<p>Da lì ci siamo subito diretti verso il porto e già il tragitto a piedi è stato tutto uno stupore. Abbiamo scoperto con grande sorpresa che appena fuori dalla stazione della metropolitana esiste una succursale della pasticceria di Buddy, abbiamo incrociato un bel parco e visto un gruppo di signore cinesi impegnate in discipline Taoiste per strada.</p>
<p>Finalmente arrivati al porto, c’è la stazione della Circle Line, da dove partono regolarmente dei battelli per una minicrociera attorno l’isola di Manhattan. Noi abbiamo scelto di fare il giro completo, della durata  di circa tre ore, che permette di vedere lo skyline dai vari lati dell’isola, abbiamo visto una panoramica  dei quartieri esterni a Manhattan e del New Jersey, abbiamo potuto quasi sfiorare la Statua della Libertà (decidendo di evitare le code chilometriche sotto il sole per salirci sopra…la Statua della Libertà era anche stata appena riaperta dopo il passaggio dell’uragano Sandy, andarci coi bambini era impensabile), abbiamo visto bene il palazzo dell’Onu insieme a tanti altri edifici famosi e siamo passati sotto il ponte di Brooklyn e quello di Manhattan. Il tutto allietato dalle descrizioni di un’eccentrica guida…un signore molto americano, molto buffo, molto simpatico.</p>
<p>Terminato il lungo giro, nonostante i piccoli desiderassero solo tornare a casa, non abbiamo resistito alla possibilità di provare altre specialità di Buddy senza dover andare fino a Hoboken, senza fare lunghe code e in uno spazio ampio e comodo in tipico stile da fast food. La scusa per gli assaggi era bell’e pronta: la fame dopo gli stenti e la sete del tour in battello, l’occasione unica presentatasi a sorpresa, gli altri compleanni imminenti da festeggiare e la missione –del tutto disinteressata- di raccontare agli amici i sapori dei dolci più famosi del boss delle torte!</p>
<p><a href="/wp-content/uploads/2013/07/ciurmamomNEWYORK.png"><img class="aligncenter size-large wp-image-14487" alt="ciurmamomNEWYORK" src="/wp-content/uploads/2013/07/ciurmamomNEWYORK-530x298.png" width="720" height="438" /></a></p>
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		<title>Ciurma Mom: New York #6 &#8211; Ammalarsi in America</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Oct 2013 15:02:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Scarano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>È impensabile andare in vacanza coi bambini sperando che le loro malattie restino a casa o vadano in vacanza altrove, perciò bisogna decidere se correre il rischio che si ammalino e partire o restare a casa al sicuro. A ben pensarci se smettessimo di usare l’auto per la paura degli incidenti stradali non andremmo più [...]</p><p>The post <a href="/2013/10/02/ciurma-mom-new-york-6-ammalarsi-in-america/">Ciurma Mom: New York #6 &#8211; Ammalarsi in America</a> appeared first on <a href="/">ParlandoDi...Blog</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><iframe width="640" height="480" src="//www.youtube.com/embed/xUdA3uheX68" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>È impensabile andare in vacanza coi bambini sperando che le loro malattie restino a casa o vadano in vacanza altrove, perciò bisogna decidere se correre il rischio che si ammalino e partire o restare a casa al sicuro.</p>
<p>A ben pensarci se smettessimo di usare l’auto per la paura degli incidenti stradali non andremmo più da nessuna parte. Il che è fuori discussione…anche se i miei figli suggeriscono di non andare a scuola onde evitare ogni pericolo!</p>
<p>Nel caso delle vacanze io non ho dubbi e, anche coi bambini piccolissimi, siamo sempre partiti con la consapevolezza che avrebbero potuto ammalarsi, ma senza preoccuparcene. Eventualmente me ne sarei occupata.</p>
<p>Oltre al kit di Stella per le sue allergie, l’unica cosa che non manca mai nel nostro beautycase è il paracetamolo, mentre non porto mai dietro antibiotici, sia perché alcuni dei miei figli ne sono allergici, sia perché non li darei mai senza una precisa diagnosi di un medico.</p>
<p>In America però è un po’ diverso, serve un paracadute assicurativo, per non incorrere nel rischio di veder svanire il budget di tutta la vacanza in un intervento medico e relativa terapia. Così abbiamo cercato a lungo un’assicurazione per viaggiatori che coprisse un minimo di eventuali cure…un minimo eh, ché le assicurazioni possono essere molto costose.</p>
<p>Fatto questo siamo partiti con la fiducia di sempre, un po’ caratteriale e un po’ basata sull’esperienza maturata dopo tanti figli, sia per quanto riguarda la conoscenza delle classiche patologie, sia per la constatazione che la maggior parte delle malattie dei bambini guarisce da sola. Col tempo e con fiducia nelle grandi risorse dei corpicini umani, possiamo solo alleviare i loro disturbi mentre combattono.</p>
<p>E questa volta ci hanno messi davvero alla prova! Uno dietro l’altro si sono ammalati in quattro e, per movimentare la cosa, sfatando anche il mito del contagio tra fratelli, tutti con qualcosa di diverso.</p>
<p>Il più difficile è stato Nicola, lui non ha mezze misure…neppure quando si ammala. Lui non piange per andare all’asilo, lui si dispera. Lui non impara l’alfabeto italiano, sceglie quello inglese. Lui non prende l’influenza, prende la polmonite. Lui non si ammala della versione classica della quinta malattia, ne prende la forma più rara e pesante degli adulti. Così ci siamo ritrovati una mattina a chiederci se non fosse il caso di cercare un medico perché non si reggeva in piedi da troppi giorni e il suo braccino era diventato improvvisamente  fucsia… Poi ragionandoci con calma, mettendo da parte il dispiacere e il cuore di mamma che se potesse si prenderebbe tutte le malattie del figlio privandolo dell’ esperienza, abbiamo resistito e il tempo ci ha dato ragione. Nicola è un mito per noi, continua a insegnarci un sacco di cose.</p>
<p>E siccome una vacanza a New York non è certo facilmente ripetibile, nel frattempo abbiamo sfruttato la posizione centrale dell’appartamento per fare un giro nei dintorni, scoprendo anche la location della casa del famoso telefilm <em>“I Robinson”</em>.</p>
<p><a href="/wp-content/uploads/2013/07/ciurmamomNEWYORK.png"><img class="aligncenter size-large wp-image-14487" alt="ciurmamomNEWYORK" src="/wp-content/uploads/2013/07/ciurmamomNEWYORK-530x298.png" width="530" height="298" /></a></p>
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		<title>Ciurma Mom: New York 5 &#8211; Il 4 luglio dal Boss delle Torte</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Sep 2013 12:52:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Scarano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Compiere 18 anni il 4 luglio in America è un sogno! Nel caso di Valeria un sogno immaginato in ogni dettaglio progettando come sfruttare al massimo ciò che la giornata avrebbe potuto offrire, costruito coi risparmi personali rinunciando a feste, cinema, abiti e tutto quello che normalmente circonda un’adolescente della sua età, un sogno coltivato [...]</p><p>The post <a href="/2013/09/16/ciurma-mom-new-york-5-il-4-luglio-dal-boss-delle-torte/">Ciurma Mom: New York 5 &#8211; Il 4 luglio dal Boss delle Torte</a> appeared first on <a href="/">ParlandoDi...Blog</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Compiere 18 anni il 4 luglio in America è un sogno!</p>
<p>Nel caso di Valeria un sogno immaginato in ogni dettaglio progettando come sfruttare al massimo ciò che la giornata avrebbe potuto offrire, costruito coi risparmi personali rinunciando a feste, cinema, abiti e tutto quello che normalmente circonda un’adolescente della sua età, un sogno coltivato nell’attesa.</p>
<p>La torta di compleanno sarebbe stato il regalo speciale attorno cui sarebbe ruotata la giornata. Una torta di Buddy Valastro, The Cake Boss. Da comprare direttamente da Carlo’s Bakery, il celebre negozio del boss delle torte a Hoboken, in New Jersey.</p>
<p>Così due sera prima, mentre parte della famiglia dormiva smaltendo il fuso orario ormai da una settimana, Valeria ed io abbiamo studiato il percorso in ogni dettaglio con google maps: i mezzi da prendere, gli orari, la strada da fare a piedi e dove fermarci per un pic nic. La mattina dopo siamo andate a piedi a cercare la fermata di Path (Port Authority Trans-Hudson), la metropolitana extraurbana che, attraversando il fiume Hudson, collega Manhattan con il New Jersey, in modo da arrivarci l’indomani a colpo sicuro senza far stancare troppo i piccoli.</p>
<p>E il grande giorno è arrivato davvero! Con Path e una breve camminata, siamo arrivati davanti alla pasticceria di Buddy in poco più di mezz’ora. Entrare dopo un’ ora di coda all’aperto è stato emozionante. La pasticceria è piccola e tappezzata di fotografie della famiglia Valastro. Della famiglia non c’è nessuno come prevedibile, ma i ragazzi che ci lavorano sono squisiti quanto le specialità del boss. Sicuramente rispetto ai nostri dolci i suoi sono un po’ più pesanti, ma meno di quello che mi sarei aspettata. Ed è consolante avere la prova che quelle decorazioni di fondente sono tanto belle quanto immangiabili. Tuttavia Valeria per il suo compleanno ha scelto una mousse al cioccolato fondente. Davvero molto buona e più economica del previsto! Da tornarci…</p>
<p>Il finale perfetto della giornata non potevano che essere i fuochi d’artificio del 4 luglio, giorno di Indipendenza americana, guardati alla tv ma palpabili nell’aria. Il tutto mangiando gelato, rigorosamente statunitense.</p>
<p><iframe width="640" height="480" src="//www.youtube.com/embed/LnnO2_EHIh4" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>Ciurma Mom: New York #4 – Empire State Bulding</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Sep 2013 19:10:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Scarano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Nel 1930, nel pieno della grande depressione, a New York fu iniziata la costruzione di un grattacielo per volere del vicepresidente della General Motors, desideroso di battere il signor Walter Chrysler, padrone del Chrysler Building, in una gara all&#8217;ultimo metro tra case automobilistiche! L’edificio fu completato in soli 14 mesi, ma trattandosi di un periodo [...]</p><p>The post <a href="/2013/09/05/ciurma-mom-new-york-4-empire-state-bulding/">Ciurma Mom: New York #4 – Empire State Bulding</a> appeared first on <a href="/">ParlandoDi...Blog</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 1930, nel pieno della grande depressione, a New York fu iniziata la costruzione di un grattacielo per volere del vicepresidente della General Motors, desideroso di battere il signor Walter Chrysler, padrone del Chrysler Building, in una gara all&#8217;ultimo metro tra case automobilistiche!</p>
<p>L’edificio fu completato in soli 14 mesi, ma trattandosi di un periodo di grave crisi economica, i suoi uffici erano vuoti, tanto che la sera venivano accese le luci all’interno in modo che la cosa non si notasse.  Ad ogni modo lo scopo era stato raggiunto: l’Empire State Building, coi suoi 102 piani per un totale di quasi 400 metri di altezza, si conquistò  il titolo di grattacielo più alto di New York; primato che mantenne fino al 1973, anno della costruzione delle altissime Twin Towers e che riconquistò tristemente nel 2001 col terribile attentato alle Torri.</p>
<p>Andare a New York e non salire sull’Empire State Building per guardare la città dall’alto sarebbe un peccato. La vista che offre l’osservatorio che sta appena sotto la cima è letteralmente mozzafiato! Non solo per la vertigine che può causare guardare in basso, ma per lo spettacolo dello skyline che improvvisamente si fa terreno e perché sembra quasi di padroneggiare la città e comprenderla meglio. Dal tetto del grattacielo la cartina degli Stati attorno New York diventa concreta…si riescono infatti a osservare il territorio di quattro Stati vicini: New Jersey, Connecticut, Pennsylvania e Massachusetts.</p>
<p>Perciò non vedevamo l’ora di andarci e, dopo la pausa di tranquillità a Central Central Park, era la nostra prima meta turistica ufficiale. Niente di meglio che partire col cielo reso azzurro da un acquazzone, uno dei tanti che improvvisamente  si scatenano a New York per via dell’alto tasso di umidità, ma che se non altro liberà il cielo dalla cappa bianca di caldo umido dell’estate newyorkese. Per un po’…</p>
<p><iframe width="640" height="480" src="//www.youtube.com/embed/dwK3_IOSq_E" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p><strong>CIURMA MOM &#8211; Rubrica a cura di <em>Barbara Buccino</em></strong></p>
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		<title>Ciurma Mom: New York #3 – Prima gita al Central Park</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Aug 2013 15:24:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Scarano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Manhattan è un concentrato di edifici e negozi, un concentrato di strade e traffico, un concentrato di luoghi da visitare, un concentrato di opportunità, un concentrato di persone, un concentrato di ospitalità, un concentrato di tolleranza, un concentrato di intolleranza, un concentrato di contraddizioni, un concentrato di odori pungenti e vari. Manhattan è un concentrato [...]</p><p>The post <a href="/2013/08/20/ciurma-mom-new-york-3-prima-gita-al-central-park/">Ciurma Mom: New York #3 – Prima gita al Central Park</a> appeared first on <a href="/">ParlandoDi...Blog</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Manhattan è un concentrato di edifici e negozi, un concentrato di strade e traffico, un concentrato di luoghi da visitare, un concentrato di opportunità, un concentrato di persone, un concentrato di ospitalità, un concentrato di tolleranza, un concentrato di intolleranza, un concentrato di contraddizioni, un concentrato di odori pungenti e vari. Manhattan è un concentrato di vita…e di rumori.</p>
<p>I rumori sono una costante di sottofondo in qualunque istante e dormire con le finestre aperte sarebbe una sfida anche per un romano che abiti in pieno centro. Così, dopo un giorno e due notti a Manhattan, le nostre orecchie desideravano anche solo un attimo di riposo. E la pace l’abbiamo trovata a Central Park.</p>
<p>Central Park è un grande e perfetto rettangolo (4 km x 800 m) di parco nella parte nord di Manhattan, il cuore di New York. Guardandone la sagoma dall’alto del palazzo di Top Of The Rock è evidente che si tratta di un’oasi di verde costruita artificialmente (fu inaugurata nel 1876), ma quando ci si entra è solo meraviglioso! E si capisce profondamente perché è detto il “polmone verde” di New York.</p>
<p>Sembra di vivere in un mondo a parte…silenzioso, colorato, musicale per i suoni della natura e per i delicati e incisivi artisti di strada, profumato per la vegetazione e la mancanza di smog e pulito per la civiltà di chi lo frequenta e per i poliziotti del parco. A Central Park ora è anche vietato fumare e, sebbene ai fumatori possa sembrare assurdo trattandosi di un’area all’aperto, anche questo rende l’area particolarmente pulita e sana seppur nel cuore della città.</p>
<p>Per visitare interamente Central Park ci vuole tempo, non solo perché è enorme e lo sguardo si incanta davanti ai prati, le piante, i laghi, i viali, e gli scoiattoli, ma anche perché è pieno di attrattive, eventi e strutture interessanti. E quando l’occhio si spinge oltre il confine…ecco che con un contrasto mozzafiato i grattacieli sono ancora lì, a riflettere il cielo o a perdersi tra le nuvole.</p>
<p>Noi abbiamo deciso di cominciare visitandone la metà più in basso, Central Park South, la zona con le attrazioni più celebri, che vanno dai prati più noti, le gallerie e i ponti caratteristici, i laghi, le statue, le fontane, i musei, attività varie per i bambini, un’antica latteria dove una volta si poteva bere il latte appena munto e il popolare, seppur piccolo rispetto quel che mi aspettassi, zoo di Central Park. Sì sì…proprio quello, lo zoo del film “Madagascar” e dei pinguini Skipper, Kowalski, Rico e Soldato.</p>
<p><iframe width="640" height="480" src="//www.youtube.com/embed/oBmb_zwfRAw" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>The post <a href="/2013/08/20/ciurma-mom-new-york-3-prima-gita-al-central-park/">Ciurma Mom: New York #3 – Prima gita al Central Park</a> appeared first on <a href="/">ParlandoDi...Blog</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Ciurma Mom: New York #2 &#8211; La prima uscita</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Aug 2013 20:16:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Scarano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Prendere confidenza con la città di New York non è difficile. Basta fingere di essere dentro un telefilm americano e gli ingredienti classici si incontrano rapidamente tutti. Niente è estraneo, tutto è già visto… anche se viene da girarsi a cercare le telecamere. Taxi e school bus, gialli e numerosi, tanti rumori e frequenti sirene, [...]</p><p>The post <a href="/2013/08/09/ciurma-mom-new-york-2-la-prima-uscita/">Ciurma Mom: New York #2 &#8211; La prima uscita</a> appeared first on <a href="/">ParlandoDi...Blog</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Prendere confidenza con la città di New York non è difficile. Basta fingere di essere dentro un telefilm americano e gli ingredienti classici si incontrano rapidamente tutti. Niente è estraneo, tutto è già visto… anche se viene da girarsi a cercare le telecamere.</p>
<p>Taxi e school bus, gialli e numerosi, tanti rumori e frequenti sirene, gli affascinanti scintillanti camion dei pompieri, i tombini che fumano, le ambulanze che giungono rapide ad ogni minima emergenza (abbiamo visto una ragazza svenire per lo shock termico dai 38 gradi umidi esterni ai 15 gradi di Starbucks e arrivare, in cinque minuti, quattro pompieri con asce e estintori, più due ambulanze da cui sono scesi quattro barellieri con lettiga e defibrillatore automatico), gli artisti di strada perfettamente inseriti nel clima piacevole dei parchi, i bellissimi playground per bambini, quelli per i cani in cui tutti i fedeli quattro zampe sono ammessi per un percorso salute, purchè non siano in calore, e tantissima gente…serenamente estrosa e inevitabilmente trasparente.</p>
<p>Diverse signore anziane coi capelli di mille colori, una donna a Central Park in sedia a rotelle con un vivace cappellino carico di frutta e fiori finti, tante persone in ghingheri con le infradito da piscina ai piedi, un signore a spasso col suo bel micio seduto sulla testa, una signora con una borsa pelosa a forma e misura di un gattone, cani rassegnati accuditi premurosamente nei passeggini, un vecchietto che forse era l’Ancient Mariner descritto da Coleridge nel 1798, un uomo che cammina con dei topi colorati sulle spalle…</p>
<p>Nessun giudizio e questo è estremamente rilassante, ma anche nessuna possibilità di essere notati, schiacciati dalla grande personalità e dalla potenza della Grande Mela.</p>
<h4>E intanto Nicola comincia a sfoderare il suo inglese, studiato forse in segreto.</h4>
<p><iframe src="//www.youtube.com/embed/R94eBt6Qcsw" height="315" width="560" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></p>
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		<title>Ciurma Mom: New York 2013 #1 &#8211; La Partenza</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Jul 2013 15:36:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Scarano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Non c’è volta che, facendo le valigie per andare in vacanza, non arrivi il momento in cui io mi chieda ma chi me l’ha fatto fare?!  Coincide sempre con la fase delle valigie aperte per terra, dopo l’entusiasmo di essere riuscita a organizzarmi, a trovare qualcosa di bello e più low cost possibile per partire [...]</p><p>The post <a href="/2013/07/23/ciurma-mom-new-york-2013-1-la-partenza/">Ciurma Mom: New York 2013 #1 &#8211; La Partenza</a> appeared first on <a href="/">ParlandoDi...Blog</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="/wp-content/uploads/2013/07/ciurmamomNEWYORK.png"><img class="aligncenter size-large wp-image-14487" alt="ciurmamomNEWYORK" src="/wp-content/uploads/2013/07/ciurmamomNEWYORK-530x298.png" width="530" height="298" /></a></p>
<p>Non c’è volta che, facendo le valigie per andare in vacanza, non arrivi il momento in cui io mi chieda ma chi me l’ha fatto fare?!  Coincide sempre con la fase delle valigie aperte per terra, dopo l’entusiasmo di essere riuscita a organizzarmi, a trovare qualcosa di bello e più low cost possibile per partire in otto.</p>
<p>Mentre cerco nei cassetti l’intimo per tutti, in modo che ce ne sia a sufficienza per non doverlo lavare a giorni alterni, ma al contempo averne ancora a casa per i giorni che restano prima della partenza e un paio per l’arrivo, conto e ri-conto se tra 32 paia di mutande e di calze non ho lasciato indietro quelle di nessuno e intanto spero di non dimenticare i pigiami che sono sempre l’ultima cosa che mi ricordo di prendere e penso che c’è ancora la valigia delle scarpe da fare, per cui dovrò convincere il mio rassegnato marito che anche lui, come gli altri, non può portare più di due scarpe e un paio di ciabatte, perché già così ci saranno 24 paia di scarpe e possono bastare.</p>
<p>Di solito è a questo punto che comincio a dover combattere contro il mio cervello che mi suggerisce che una vacanza a casa, senza impegni particolari, senza orari fissi da caserma, senza essere cuoca e tassista a orari mai coincidenti, potendo andare in piscina o a fare un pic-nic, potendo incitare con tutta calma a “solo un piccolo compito e poi siete liberi”, uscendo qualche sera e invitando amici a cena a go go, sarebbe proprio il mio ideale!</p>
<p>Ma questa volta no! Non ho avuto mai un tentennamento, mai un dubbio, mai un cedimento alle lusinghe del divano.</p>
<p>Un anno fa circa avevamo istituito quello che chiamavamo il Fondo New York. Ci mettevamo ogni singolo risparmio, anche il più piccolo, perché in tanti è sempre molto evidente quanto valga di più un piccolo risparmio quotidiano di una rinuncia più grande se una tantum. Perciò consideravamo tutto…una spesa particolarmente vantaggiosa, il non cedere mai a un cibo pronto facendo tutto in casa, dal pane all’irrinunciabile pizza. Una rinuncia a una festa, a un cinema, a un aiuto in casa, a un acquisto…tutto fa. E il fondo cresceva più in fretta di quel che potessimo pensare. Infine, cercando i biglietti con sufficiente anticipo è incredibile, e anche un po’ sconvolgente, constatare che raggiungere l’ America può costare meno che arrivare in Sicilia.</p>
<p>A questo punto non ci restava che approfittare della affettuosa generosità, disponibilità e incitazione di una famiglia di carissimi amici andati a vivere per due anni a Manhattan per lavoro e accettare con grande gioia e gratitudine l’offerta di lasciarci la loro casa a disposizione quando sarebbero tornati in Italia per le vacanze estive.</p>
<p>Così siamo partiti, a fine giugno, alla volta di New York, dove, proprio il 4 luglio –l’Indipendence Day- mia figlia avrebbe festeggiato il compimento dei suoi 18 anni! Che sogno per lei (e per noi) diventare maggiorenne a New York…per giunta il giorno della festa nazionale degli Stati Uniti! E, come se non bastasse, dopo di lei avrebbero festeggiato anche Stella e Massimo i loro 13 e 11 anni.</p>
<p><strong>Auguri, amori grandi della mia vita…</strong></p>
<p><iframe width="530" height="298" src="//www.youtube.com/embed/vX_1Ey5CIW8" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>Ciurma Mom: Non è il momento&#8230;anzi si! (Bellaria Film Festival 2013)</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Jun 2013 08:54:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Scarano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Ciurma Mom #12 Non è il momento&#8230;anzi si! – di Barbara Buccino Una volta il mio tempo libero lo dedicavo alle fotografie. Mi piaceva scattarle e sistemarle come a raccontarne la storia. Forse perché avevo pochi ricordi di me, le foto mi aiutavano a ricostruirli. Un effetto impressionante…tutti quei ricordi c’erano e con l’aiuto delle foto [...]</p><p>The post <a href="/2013/06/18/ciurma-mom-non-e-il-momento-anzi-si-bellaria-film-festival-2013/">Ciurma Mom: Non è il momento&#8230;anzi si! (Bellaria Film Festival 2013)</a> appeared first on <a href="/">ParlandoDi...Blog</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/uzpOTZeAluI" height="298" width="530" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></p>
<p>Ciurma Mom #12 Non è il momento&#8230;anzi si! – <strong><em>di Barbara Buccino</em></strong></p>
<p>Una volta il mio tempo libero lo dedicavo alle fotografie. Mi piaceva scattarle e sistemarle come a raccontarne la storia. Forse perché avevo pochi ricordi di me, le foto mi aiutavano a ricostruirli. Un effetto impressionante…tutti quei ricordi c’erano e con l’aiuto delle foto raggiungevano la mia coscienza.</p>
<p>È stato incredibile scoprire negli anni come fosse forte e reale la connessione tra psiche e corpo, perché riguardandomi indietro sono affiorate consapevolezze, magari anche dolorose, ma che oltre ad aver sbloccato ingranaggi fisici inceppati, mi hanno aiutata a capire più profondamente me e gli altri, rinforzando così anche il rapporto coi figli. Insomma…in tutte le sue sfumature, quel passato ha creato me.</p>
<p>Credo che sia questa l’origine della mia passione per girare video e del desiderio di scrivere. Mi affascina, mi diverte, mi da soddisfazione, mi distrae e mi aiuta a continuare a costruirmi, a cambiare, a capire. Crescere anche da grandi è affascinante…soprattutto quando lo si fa insieme ai figli, agli amici, alle persone importanti della propria vita.</p>
<p>Sono convinta che se una cosa piace davvero, il tempo per farla si trovi sempre, così io continuo a fare video e a scrivere. Che sia il testo per uno spettacolo all’asilo, la ricostruzione di un evento, l’elaborazione dei miei pensieri oppure la realizzazione di un’idea, scatenata da un concorso sentito una mattina alla radio per una brevissima sceneggiatura divertente destinata a un concorso interno al Bellaria Film Festival 2013.</p>
<p>L’argomento, lanciato dalla trasmissione di Radio2- IL RUGGITO DEL CONIGLIO, era “Il collega di lavoro” da sviluppare in un cortometraggio comico della durata massima di 3 minuti.</p>
<p>L’ho fatto, mi sono divertita, l’ho spedito e non c’ho più pensato…tanto che il video l’ho poi utilizzato in altro modo, come spunto per le mie solite riflessioni sui figli.</p>
<p>Nel frattempo la mia vita si è un po’ complicata. Problemi e ansie che prima o poi colorano le giornate di tanti, a volte fino a far perdere la voglia di dedicarsi a ciò che piace e fa sentire bene.</p>
<p>Fino a risveglio: quando una mail mi annunciava che il mio cortometraggio era stato selezionato tra i finalisti del concorso “CortoConiglio” dalla giuria del Bellaria Film Festival ed ero invitata ad andare a Bellaria…tre giorni dopo!</p>
<p>Ma come fare?? Mio marito &#8211; entusiasta quanto me- mi incoraggiava ad andare, ma i problemi sul lavoro gli rendevano impossibile prendersi un giorno di ferie per stare  coi bambini, i ragazzi erano presi dallo sprint finale scolastico con esami, stages, saggi e io dovevo fare analisi urgenti per un piccolo intervento proprio in quei giorni. La mia mente era altrove, ma improvvisamente avevo dimenticato tutto per un magnifico istante. È stupefacente quanta ebbrezza dia un picco di felicità nell’istante in cui si dissolve o si accantona una preoccupazione.</p>
<p>Potevo anche accontentarmi di questa soddisfazione inaspettata. Più guardavo i treni, più ragionavo sull’organizzazione e meno mi pareva realizzabile partire per Bellaria. Poi, parlandone con un amico, mi ha detto: <i>Concentrarci su ciò che più ci piace e ci riesce è troppo comodo farlo quando è facile! La citazione del giorno è: “Il buon soldato si vede in guerra” <img src='/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </i></p>
<p>E così sono partita. Per una bellissima esperienza. Indimenticabile!</p>
<p><a href="/wp-content/uploads/2013/04/ciurmamomblog.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-11196" alt="ciurma mom barbara buccino" src="/wp-content/uploads/2013/04/ciurmamomblog.png" width="530" height="298" /></a></p>
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		<title>Ciurma Mom: Nativi e Immigrati digitali</title>
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		<pubDate>Tue, 21 May 2013 20:09:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Scarano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Ciurma Mom #11 &#8211; Nativi e Immigrati digitali di Barbara Buccino Una decina di anni fa, quando sono nati i nostri primi quattro figli, il computer in casa era per noi poco più di un modo veloce per fare i conti, per snellire del lavoro, per archiviare foto e video senza riempire le librerie di [...]</p><p>The post <a href="/2013/05/21/nativi-e-immigrati-digitali/">Ciurma Mom: Nativi e Immigrati digitali</a> appeared first on <a href="/">ParlandoDi...Blog</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ciurma Mom #11 &#8211; Nativi e Immigrati digitali <em>di Barbara Buccino</em></strong></p>
<p><iframe width="530" height="298" src="http://www.youtube.com/embed/ollW6oMbJFs" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Una decina di anni fa, quando sono nati i nostri primi quattro figli, il computer in casa era per noi poco più di un modo veloce per fare i conti, per snellire del lavoro, per archiviare foto e video senza riempire le librerie di album…ma ancora combattuti tra il sollievo della comodità e la nostalgia delle foto in giro per casa. </p>
<p>I computer non erano certo roba per bambini e i primi videogiochi portatili erano in mano a pochi, sconosciuti ai più.</p>
<p>Nei lunghi viaggi per andare in vacanza ascoltavamo le audiocassette con le Fiabe Sonore e il mio animo tecnologico si beava solo per essersi inventato un “sistema video” che puntava sulla consapevolezza che ogni videocassetta veniva imparata a memoria a furia di vederla, per cui bastava registrarne l’audio su audiocassetta e fargliela ascoltare in macchina per sentirli ridere  come se stessero davvero guardando le immagini di Sid dell’Era Glaciale.</p>
<p>Ancora adesso se faccio vedere ai due figli più grandi un’ audiocassetta e una penna biro insieme, sanno benissimo quale sia l’associazione e riavvolgono il nastro infilando la biro nella rotella.<br />
Poi pian piano abbiamo incontrato i primi game boy, i figli hanno imparato a scuola a destreggiarsi con Power Point meglio di noi e siamo finiti tutti felicemente imbrigliati nella ragnatela per eccellenza…la rete.</p>
<p>Da lì è stato un attimo non vedere più solo i lati insidiosi del web ma coglierne tutte le opportunità e quando, sei anni e dopo il quarto figlio, abbiamo deciso che ci sarebbero stati proprio bene altri due bambini in famiglia, abbiamo anche sperimentato cosa significa avere per casa dei veri propri nativi digitali.</p>
<p>E ora, con spropositata soddisfazione, una mamma come me che muove i primissimi passi tra le mamme blogger, può rivolgersi ai suoi figli maggiori ricordandogli quanto sono vecchi anche loro!</p>
<p><a href="/wp-content/uploads/2013/04/ciurmamomblog.png"><img src="/wp-content/uploads/2013/04/ciurmamomblog.png" alt="ciurma mom barbara buccino" width="530" height="298" class="aligncenter size-full wp-image-11196" /></a></p>
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		<title>Ciurma Mom: La fiducia è contagiosa</title>
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		<pubDate>Sat, 04 May 2013 14:35:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Scarano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Ciurma Mom #9 La fiducia è contagiosa &#8211; di Barbara Buccino Si dice che i ragazzi debbano conquistarsi la fiducia dei genitori dimostrando di meritarla. È sicuramente vero, ma credo che spetti prima di tutto a noi genitori dimostrare ai figli di meritare la loro innata fiducia verso di noi. Possiamo fidarci delle capacità e [...]</p><p>The post <a href="/2013/05/04/ciurma-mom-la-fiducia-e-contagiosa/">Ciurma Mom: La fiducia è contagiosa</a> appeared first on <a href="/">ParlandoDi...Blog</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><iframe width="530" height="300" src="http://www.youtube.com/embed/pKy7BtMWvQk" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Ciurma Mom #9 La fiducia è contagiosa &#8211; <strong><em>di Barbara Buccino</em></strong></p>
<p>Si dice che i ragazzi debbano conquistarsi la fiducia dei genitori dimostrando di meritarla.</p>
<p>È sicuramente vero, ma credo che spetti prima di tutto a noi genitori dimostrare ai figli di meritare la loro innata fiducia verso di noi.</p>
<p>Possiamo fidarci delle capacità e delle potenzialità dei nostri figli, non solo quando cresceranno ma fin dalla nascita…se non addirittura prima. I bambini in linea di massima sono personcine capaci e sanno cosa è meglio per loro, a noi genitori basta esserne consapevoli e seguirli fiduciosi, senza paura.</p>
<p>Chi di noi ad esempio non ha sperimentato che, per quanto si cerchi di dirigere gli eventi, sia il bambino a decidere quando nascere? Chi non è rimasto colpito da come i nascituri sappiano esattamente cosa devono fare durante il parto? E chi non è stato affascinato da come i neonati ci guidino nell’attaccarsi al seno?</p>
<p>Fidarsi di loro significa anche fidarsi dei loro tempi, dei loro ritmi. Quante volte ci siamo scontrati con la difficoltà di insegnargli a stare senza pannolino, ci siamo chiesti se ci fosse un problema per il quale sta tardando a iniziare a parlare o a camminare e poi al momento giusto per loro l’hanno fatto praticamente da soli e in scioltezza?</p>
<p>Dobbiamo fidarci dei nostri figli, di quel che fanno e di quel che pensano, soprattutto se li avremo lasciati liberi di formare un loro pensiero condividendo il nostro.</p>
<p>E siccome l’esempio è sempre il sistema più efficace per insegnare qualcosa,  un giorno, senza neanche accorgercene, saranno loro a ricambiare la nostra fiducia dimostrandoci che l’avevamo ben riposta.</p>
<p><a href="/wp-content/uploads/2013/04/ciurmamomblog.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-11196" alt="ciurma mom barbara buccino" src="/wp-content/uploads/2013/04/ciurmamomblog.png" width="530" height="298" /></a></p>
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