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	<title>ParlandoDi...Blog &#187; Tag &#187; viaggiare a new york</title>
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	<description>La dose quotidiana di libera informazione</description>
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		<title>Ciurma Mom: New York #7 &#8211; Tutto intorno a Manhattan</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Oct 2013 13:24:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Scarano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Fare il turista a New York è stupendo, interessante, divertente, sorprendente, appagante! In America l’abbondanza è quasi un mantra e come turisti se ne fa il pieno nell’accezione migliore del termine. Le offerte di cose da fare e vedere sono ampie e per tutte le tasche, gli operatori sono pazienti e disponibili, la gente è [...]</p><p>The post <a href="/2013/10/16/ciurma-mom-new-york-7-tutto-intorno-a-manhattan/">Ciurma Mom: New York #7 &#8211; Tutto intorno a Manhattan</a> appeared first on <a href="/">ParlandoDi...Blog</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><iframe src="//www.youtube.com/embed/CMO7Kp4YB_A" height="540" width="720" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></p>
<p>Fare il turista a New York è stupendo, interessante, divertente, sorprendente, appagante!</p>
<p>In America l’abbondanza è quasi un mantra e come turisti se ne fa il pieno nell’accezione migliore del termine. Le offerte di cose da fare e vedere sono ampie e per tutte le tasche, gli operatori sono pazienti e disponibili, la gente è aperta e desiderosa di venirti incontro e quasi tutti adorano gli italiani.</p>
<p>Anche solo girare per le strade per raggiungere i punti di attrazione lascia a bocca aperta. New York non è infinitamente grande come città ma lo sono i palazzi, le insegne, le strade, i camion. A Manhattan in particolare, la gente è tanta e sempre di fretta, ma per un sorriso a un bambino o a un turista c’è sempre spazio. Parlare in inglese quando capiscono che sei un turista europeo a volte è un impresa ardua perché tutti ti vogliono aiutare parlandoti in spagnolo. Nel nostro caso la comprensione si complicava, ma aumentava il nostro desiderio di vedere, di capire, di integrarci.</p>
<p>Perciò, dopo il fascino e lo stordimento dei primi giorni nel ritrovare tutto quello che ci si aspetta da New York, ma ancora più enfatizzato che nei racconti e le immagini dei film americani, volevamo avere un quadro d’insieme di tutta la città, perché il suo aspetto cambia molto di quartiere in quartiere e volevamo vederne il più possibile, inclusi i meno belli e popolari.</p>
<p>Così una mattina, zaino in spalle con panini e acqua ghiacciata per resistere ai 38 gradi col 98% di umidità, abbiamo preso la metropolitana fino alle vicinanze di Times Square. Siamo usciti dalla metro all’angolo tra 8th Avenue e 41st Street, alla fermata metropolitana di <em>Port Authority</em>. Un posto in cui il sole lo portano le insegne, i palazzi di vetro, le luci visibili anche in pieno giorno d’estate e le pubblicità animate di dimensioni colossali.</p>
<p>Da lì ci siamo subito diretti verso il porto e già il tragitto a piedi è stato tutto uno stupore. Abbiamo scoperto con grande sorpresa che appena fuori dalla stazione della metropolitana esiste una succursale della pasticceria di Buddy, abbiamo incrociato un bel parco e visto un gruppo di signore cinesi impegnate in discipline Taoiste per strada.</p>
<p>Finalmente arrivati al porto, c’è la stazione della Circle Line, da dove partono regolarmente dei battelli per una minicrociera attorno l’isola di Manhattan. Noi abbiamo scelto di fare il giro completo, della durata  di circa tre ore, che permette di vedere lo skyline dai vari lati dell’isola, abbiamo visto una panoramica  dei quartieri esterni a Manhattan e del New Jersey, abbiamo potuto quasi sfiorare la Statua della Libertà (decidendo di evitare le code chilometriche sotto il sole per salirci sopra…la Statua della Libertà era anche stata appena riaperta dopo il passaggio dell’uragano Sandy, andarci coi bambini era impensabile), abbiamo visto bene il palazzo dell’Onu insieme a tanti altri edifici famosi e siamo passati sotto il ponte di Brooklyn e quello di Manhattan. Il tutto allietato dalle descrizioni di un’eccentrica guida…un signore molto americano, molto buffo, molto simpatico.</p>
<p>Terminato il lungo giro, nonostante i piccoli desiderassero solo tornare a casa, non abbiamo resistito alla possibilità di provare altre specialità di Buddy senza dover andare fino a Hoboken, senza fare lunghe code e in uno spazio ampio e comodo in tipico stile da fast food. La scusa per gli assaggi era bell’e pronta: la fame dopo gli stenti e la sete del tour in battello, l’occasione unica presentatasi a sorpresa, gli altri compleanni imminenti da festeggiare e la missione –del tutto disinteressata- di raccontare agli amici i sapori dei dolci più famosi del boss delle torte!</p>
<p><a href="/wp-content/uploads/2013/07/ciurmamomNEWYORK.png"><img class="aligncenter size-large wp-image-14487" alt="ciurmamomNEWYORK" src="/wp-content/uploads/2013/07/ciurmamomNEWYORK-530x298.png" width="720" height="438" /></a></p>
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		<title>Ciurma Mom: New York 2013 #1 &#8211; La Partenza</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Jul 2013 15:36:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Scarano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Non c’è volta che, facendo le valigie per andare in vacanza, non arrivi il momento in cui io mi chieda ma chi me l’ha fatto fare?!  Coincide sempre con la fase delle valigie aperte per terra, dopo l’entusiasmo di essere riuscita a organizzarmi, a trovare qualcosa di bello e più low cost possibile per partire [...]</p><p>The post <a href="/2013/07/23/ciurma-mom-new-york-2013-1-la-partenza/">Ciurma Mom: New York 2013 #1 &#8211; La Partenza</a> appeared first on <a href="/">ParlandoDi...Blog</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="/wp-content/uploads/2013/07/ciurmamomNEWYORK.png"><img class="aligncenter size-large wp-image-14487" alt="ciurmamomNEWYORK" src="/wp-content/uploads/2013/07/ciurmamomNEWYORK-530x298.png" width="530" height="298" /></a></p>
<p>Non c’è volta che, facendo le valigie per andare in vacanza, non arrivi il momento in cui io mi chieda ma chi me l’ha fatto fare?!  Coincide sempre con la fase delle valigie aperte per terra, dopo l’entusiasmo di essere riuscita a organizzarmi, a trovare qualcosa di bello e più low cost possibile per partire in otto.</p>
<p>Mentre cerco nei cassetti l’intimo per tutti, in modo che ce ne sia a sufficienza per non doverlo lavare a giorni alterni, ma al contempo averne ancora a casa per i giorni che restano prima della partenza e un paio per l’arrivo, conto e ri-conto se tra 32 paia di mutande e di calze non ho lasciato indietro quelle di nessuno e intanto spero di non dimenticare i pigiami che sono sempre l’ultima cosa che mi ricordo di prendere e penso che c’è ancora la valigia delle scarpe da fare, per cui dovrò convincere il mio rassegnato marito che anche lui, come gli altri, non può portare più di due scarpe e un paio di ciabatte, perché già così ci saranno 24 paia di scarpe e possono bastare.</p>
<p>Di solito è a questo punto che comincio a dover combattere contro il mio cervello che mi suggerisce che una vacanza a casa, senza impegni particolari, senza orari fissi da caserma, senza essere cuoca e tassista a orari mai coincidenti, potendo andare in piscina o a fare un pic-nic, potendo incitare con tutta calma a “solo un piccolo compito e poi siete liberi”, uscendo qualche sera e invitando amici a cena a go go, sarebbe proprio il mio ideale!</p>
<p>Ma questa volta no! Non ho avuto mai un tentennamento, mai un dubbio, mai un cedimento alle lusinghe del divano.</p>
<p>Un anno fa circa avevamo istituito quello che chiamavamo il Fondo New York. Ci mettevamo ogni singolo risparmio, anche il più piccolo, perché in tanti è sempre molto evidente quanto valga di più un piccolo risparmio quotidiano di una rinuncia più grande se una tantum. Perciò consideravamo tutto…una spesa particolarmente vantaggiosa, il non cedere mai a un cibo pronto facendo tutto in casa, dal pane all’irrinunciabile pizza. Una rinuncia a una festa, a un cinema, a un aiuto in casa, a un acquisto…tutto fa. E il fondo cresceva più in fretta di quel che potessimo pensare. Infine, cercando i biglietti con sufficiente anticipo è incredibile, e anche un po’ sconvolgente, constatare che raggiungere l’ America può costare meno che arrivare in Sicilia.</p>
<p>A questo punto non ci restava che approfittare della affettuosa generosità, disponibilità e incitazione di una famiglia di carissimi amici andati a vivere per due anni a Manhattan per lavoro e accettare con grande gioia e gratitudine l’offerta di lasciarci la loro casa a disposizione quando sarebbero tornati in Italia per le vacanze estive.</p>
<p>Così siamo partiti, a fine giugno, alla volta di New York, dove, proprio il 4 luglio –l’Indipendence Day- mia figlia avrebbe festeggiato il compimento dei suoi 18 anni! Che sogno per lei (e per noi) diventare maggiorenne a New York…per giunta il giorno della festa nazionale degli Stati Uniti! E, come se non bastasse, dopo di lei avrebbero festeggiato anche Stella e Massimo i loro 13 e 11 anni.</p>
<p><strong>Auguri, amori grandi della mia vita…</strong></p>
<p><iframe width="530" height="298" src="//www.youtube.com/embed/vX_1Ey5CIW8" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>Viaggio a New York: meta da non perdere</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Jun 2013 08:57:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="/wp-content/uploads/2013/06/Times-square-manhattan-new-york-nyc-incroci-mondo.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-12915" alt="Times-square-manhattan-new-york-nyc-incroci-mondo" src="/wp-content/uploads/2013/06/Times-square-manhattan-new-york-nyc-incroci-mondo-530x349.jpg" width="530" height="349" /></a></p>
<p>Non per le sue chiese, non per le sue bellezze naturali, non per la sua importanza a livello economico e sociale. New York merita di essere visitata e basta, a prescindere da quelli che sono i motivi.<br />
Si può scegliere di prenotare anche online l&#8217;hotel dove poter alloggiare, ad esempio <a href="http://www.venere.com/">in siti come questo</a>, senza per forza ricorrere all&#8217;aiuto di un agenzia, grazie anche alle numerose offerte e possibiltà che la città offre.<br />
Molti la definiscono la città più affascinante al mondo pur essendo una località che ha alle sue spalle poco più di due secoli di visita. Ma sono stati due secoli che sono bastati alla Grande Mela per crescere, continuamente, da tutti i punti di vista; una crescita che non accenna a fermarsi nemmeno oggi.</p>
<p>Una crescita il cui simbolo principale a New York sono i suoi immensi grattacieli; luoghi che hanno ispirato tanta cinematografia e che sono diventati anche un sistema di riferimento per le architetture di tutte le grandi capitali mondiali. Un esempio? Non sarà più uno dei grattacieli più alti al mondo ma ancora oggi l’<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Empire_State_Building">Empire State Building</a> rimane uno dei più visitati e fotografati dai turisti.</p>
<p><a href="/wp-content/uploads/2013/06/guggenheim-new-york-L-luucE9.jpeg"><img class="aligncenter size-large wp-image-12914" alt="guggenheim-new-york-L-luucE9" src="/wp-content/uploads/2013/06/guggenheim-new-york-L-luucE9-530x397.jpeg" width="530" height="397" /></a></p>
<p>Ma New York non è solo grattacieli, è anche grande cultura, potendo contare su due tra i più grandi musei al mondo: il <a href="http://www.repubblica.it/speciali/arte/recensioni/2011/11/04/news/cattelan_new_york-24421487/">Guggenheim</a> ed il Metropolitan. La loro visita richiede oltre otto ore percorsi attraverso l’immensa offerta artistica presente, ma sono 8 ore che meritano davvero di essere spese.</p>
<p>Fuori dai musei c’è poi la New York forse più affascinante, che non è quella banale dei grattacieli e della potenza economica che essi vogliono rappresentare; è la New York dei quartieri, quella dove trovi la gente comune, i negozietti ed i locali. È questa la New York di quartieri storici come Brooklyn o Coney Island.<br />
Se invece si vuole conoscere da vicino l’aspetto più glamour della Grande Mela allora non c’è scelta: bisogna farsi un giro tra le vetrine chic della Quinta Strada magari visitando l’immenso Rockfeller Center fino ad arrivare lì, al “centro del mondo civilizzato”, quella Times Square che con le sue luci a neon è in assoluto il luogo simbolo di questa città, la degna rappresentazione di una metropoli che mai riposa e mai spegne le sue luci.</p>
<p style="text-align: right;"><em><strong>Articolo di Giulia Cantelmi</strong></em></p>
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