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Cuscino per allattamento: uno strumento utile o un gadget per mamme capricciose?

Bambini

Il cuscino per allattamento sta diventando uno dei must di ultima generazione per le neomamme o le future mamme. Stando ai dati di vendita dei principali portali come questo sito, infatti, si nota come questo oggetto sia tra quelli che hanno visto i propri volumi di vendita impennarsi vertiginosamente nel corso degli ultimi 24 mesi. Un periodo di tempo tutto sommato consistente, che lascia immediatamente decadere l’idea che si tratti di una semplice moda passeggera. Ma se non si tratta di un trend virale di passaggio come ce ne sono tanti, a cosa è dovuto il successo dei cuscini per allattamento? Proviamo a fare chiarezza.

Cuscino per allattamento: cos’è e a cosa serve

I cuscini per allattamento servono esattamente a svolgere la funzione enunciata nel nome stesso dell’oggetto. In sostanza si tratta di supporti morbidi da collocare sul grembo della madre e sui quali adagiare il neonato nel corso dell’allattamento al seno (o anche, volendo, dell’allattamento al biberon). Il vantaggio di questi strumenti è duplice: sollievo da parte della madre, non più costretta a mantenere una posizione scomoda e anti-ergonomica per tutta la durata dell’operazione; e comfort da parte del bambino, non più sottoposto ai cedimenti articolari della genitrice.

I modelli più classici hanno una caratteristica forma a U, all’interno della quale viene collocato il neonato. Quest’ultimo, pertanto, si ritrova con la testa e il collo ben sorretti ed entrambi i lati protetti da eventuali scivolamenti. Alcuni modelli prevedono anche una piattaforma alla base della U, per sorreggere il resto del corpo; a loro volta, alcune di esse sono regolabili in altezza. Inoltre, esistono dei modelli ancora più evoluti che possono essere utilizzati anche dalla madre durante la gravidanza, soprattutto per sorreggere la pancia ed evitare eccessivi disagi durante le ore di sonno.

Ma il cuscino per allattamento è veramente utile?

Il dibattito riguarda l’effettiva utilità di questo strumento. Questione in parte oziosa, perché a misurare il grado di utilità di un oggetto dovrebbero essere le persone che lo utilizzano abitualmente, e sotto questo aspetto il cuscino per allattamento gode di una pressoché totale unanimità di consensi da parte delle giovani mamme.

I dubbiosi ribattono: ma allora come hanno fatto le nostre mamme, nonne, le madri delle nostre nonne e tutte le generazioni precedenti a barcamenarsi senza questo strumento, dal momento che ai loro tempi non era ancora stato inventato (almeno non nelle forme tecnologicamente ed ergonomicamente evolute di oggi)? Eppure intere generazioni di bambini in tutto il mondo sono state svezzate brillantemente senza altri supporti che non fossero le braccia e il grembo delle loro madri.

Se questa è l’obiezione – pretestuosa come invocare il ritorno ai carri trainati da buoi in luogo delle automobili –, vale la pena precisare un elemento di discrimine forse banale ma, evidentemente, non così scontato come sembrerebbe a un primo sguardo. Come molti altri prodotti dell’ingegno umano, il cuscino per allattamento è uno strumento utile: ciò significa che non è indispensabile (con volontà, sacrificio e pazienza, una madre può benissimo svezzare il suo cucciolo in maniera tradizionale), ma implica anche il fatto che non sia dannoso. È semplicemente uno strumento concepito per facilitare dei compiti specifici, che spesso affliggono le giovani madri condizionandone l’umore, la resa sul lavoro e persino il livello di attenzione e di cura per il loro piccolo. Non si tratta, dunque, del capriccio di un plotone di mamme indolenti, ma di un semplice ed efficace mezzo a loro disposizione per garantire le condizioni migliori di allattamento per i loro bambini.

Uno strumento per madri e per figli

Sì, perché alla fine ciò che interessa veramente è la tutela della salute e dell’incolumità del neonato, la regolarità del loro sviluppo e la qualità della vita duranti i primi mesi della stessa. I cuscini per allattamento sono stati inventati per implementare questi aspetti. Si poteva fare anche senza? Certo che sì. Ma oggi sono una realtà, e svolgono una funzione di piena e acclarata utilità: dunque perché rinunciarvi, o anche solo derubricarli a meri prodotti di una moda volatile e passeggera?

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