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Come vengono misurati gli ascolti TV in Italia: panel campionario, share e minuto medio

RedazioneTelevisione

Gli ascolti televisivi italiani derivano da un campione di 16.100 famiglie anziché da un censimento di tutti i televisori del paese. I dati di ascolto pubblicati ogni mattina in tutta Italia sono prodotti da Auditel, che registra i dati minuto per minuto tramite misuratori automatici installati nelle famiglie campione designate.

Capire come vengono misurati gli ascolti televisivi italiani richiede di esaminare come questo gruppo campione viene assemblato, come i dati tecnici grezzi si trasformano in metriche dei programmi e come l'autorità per le comunicazioni tratta le cifre risultanti.

Il SuperPanel di 16.100 Famiglie e il Monitoraggio con Misuratori

Auditel non monitora tutti i televisori della penisola italiana. L'azienda basa le sue misurazioni nazionali su un gruppo campione noto come SuperPanel, composto da 16.100 famiglie.

Secondo la metodologia pubblicata da Auditel, queste 16.100 famiglie vengono selezionate attraverso una procedura anonima e casuale derivata dal più ampio Auditel Establishment Survey. Il campione è costruito per rappresentare l'intera popolazione residente in Italia. Per rispecchiare la realtà demografica del paese, il SuperPanel include deliberatamente famiglie che non possiedono un televisore, insieme a famiglie che contengono almeno un membro non italiano.

Ogni famiglia campione partecipante riceve un misuratore dedicato collegato ai propri dispositivi. Questo misuratore rileva automaticamente il canale televisivo specifico che viene guardato sullo schermo.

Il monitoraggio avviene in continuo. Auditel afferma che i suoi misuratori registrano il comportamento di visione dei membri permanenti della famiglia e degli ospiti visita minuto per minuto, ogni singolo giorno. L'obiettivo operativo dichiarato sul portale di Auditel è la raccolta e diffusione di dati continui, 24 ore al giorno e minuto per minuto, tracciando l'offerta televisiva nazionale su digitale, satellite, live, on-demand, tutte le piattaforme di distribuzione e tutti i dispositivi connessi.

Poiché il sistema si basa su un campione hardware automatizzato, i dati non riflettono conteggi censuari diretti del pubblico generale. Riflettono le abitudini misurate di queste 16.100 famiglie selezionate proiettate all'esterno sulla popolazione residente.

La Meccanica del Minuto Medio di Ascolto

Il numero fondamentale nei rapporti sugli ascolti italiani è il Minuto Medio di Ascolto, universalmente abbreviato come AMR.

Auditel definisce il Minuto Medio di Ascolto come il numero medio di spettatori di un programma. Matematicamente, Auditel calcola l'AMR come il rapporto tra la somma degli spettatori registrati in ogni singolo minuto di un determinato periodo di tempo e la durata totale in minuti di quel periodo specifico.

Se una trasmissione dura 60 minuti, il misuratore registra il totale stimato di spettatori per il primo minuto, il secondo minuto e ogni minuto successivo fino al 60°. Auditel somma quei 60 totali individuali per minuto. Dividendo quella cifra cumulativa per 60 si ottiene l'AMR del programma.

Questo calcolo appiana le fluttuazioni che si verificano quando le persone cambiano canale durante le interruzioni pubblicitarie o modificano la stazione a metà di un film. Uno spettatore che guarda solo per due minuti contribuisce alla somma per quei due minuti, ma quella visione viene mediata sull'intera durata della trasmissione. Di conseguenza, l'AMR non indica quanti individui unici hanno guardato almeno una parte dello spettacolo. Riflette il pubblico medio presente durante un tipico minuto di quella finestra di trasmissione.

Come la Share Divide il Pubblico Totale

Mentre l'AMR misura la dimensione assoluta del pubblico, i rapporti dei media italiani spesso evidenziano una percentuale: la share del programma.

Il glossario ufficiale di Auditel definisce la Share come il rapporto tra il Tempo Totale di Visione (TTV) su un canale specifico e il Tempo Totale di Visione su tutti i canali del mercato, moltiplicato per 100.

La Share misura la fetta di pubblico attivo in quel preciso momento che un canale riesce a catturare. Risponde a una domanda relativa: tra tutte le persone che stanno guardando la televisione in questo momento, quale percentuale ha scelto questo canale specifico?

Auditel nota un'importante distinzione procedurale su come viene calcolata la share. La share può essere calcolata su due basi separate: Tempo di Trasmissione o Tempo di Visione. Tuttavia, la Share di un Programma può essere calcolata solo sul suo Tempo di Trasmissione.

Poiché la share è relativa al volume totale di visione televisiva in quell'ora, gli ascolti grezzi e le percentuali di share non sempre vanno di pari passo:

  • Una trasmissione notturna può ottenere una share del 20% con un AMR modesto perché il bacino totale di spettatori televisivi attivi è piccolo.
  • Uno spettacolo in prima serata può ottenere una share del 20% con diversi milioni di spettatori perché il volume complessivo di persone che guardano la televisione contemporaneamente è elevato.
  • Una trasmissione diurna può raddoppiare la sua share durante un importante evento in diretta semplicemente perché altri canali perdono spettatori, anche se il proprio AMR totale rimane stabile.

Confrontare la share di un programma pomeridiano con quella di un programma serale significa confrontare due bacini di pubblico totalmente diversi.

Conteggio dei Dispositivi Digitali con AMR-D

Gli schermi televisivi lineari non sono più l'unico punto di trasmissione. Auditel monitora il consumo digitale accanto ai televisori tradizionali pubblicando dati censuari che includono la metrica Minuto Medio di Ascolto-Dispositivo, nota come AMR-D.

Auditel definisce l'AMR-D come l'audience per minuto digitale medio.

Secondo le specifiche di Auditel, l'AMR-D è funzionalmente identico al calcolo televisivo tradizionale dell'AMR, con una differenza strutturale: conta i dispositivi digitali anziché i singoli spettatori umani. Quando si accede a flussi digitali su smartphone, tablet, computer o applicazioni digitali connesse, il sistema registra il dispositivo attivo durante ogni minuto.

L'AMR televisivo tradizionale tiene conto di più persone sedute davanti a uno schermo condiviso nel salotto, registrando i singoli membri della famiglia e i loro ospiti attraverso il misuratore. Le metriche digitali censuarie misurano il flusso del dispositivo stesso. L'AMR-D aggrega questi flussi digitali sia sui live streaming che sui video on-demand, mantenendo il rapporto minuto per minuto sulle distribuzioni digitali.

Supervisione Regolatoria e Collegamento con la Valuta Pubblicitaria

Il panel basato su misuratori non è solo una classifica editoriale per le emittenti televisive nazionali. Serve come base formale per il mercato pubblicitario televisivo italiano.

Nella Delibera n. 87/26/CONS, l'autorità per le comunicazioni italiana, Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM), delinea il ruolo istituzionale delle cifre di Auditel. AGCOM afferma che Auditel produce la valuta editoriale televisiva, che è il Minuto Medio di Ascolto. Questo AMR editoriale serve poi come base diretta per definire la valuta pubblicitaria nazionale, nota come Gross Rating Points (GRP).

La Delibera n. 87/26/CONS di AGCOM nota che la misurazione dei contenuti trasmissivi rilevanti avviene tramite misuratori installati direttamente nelle famiglie campione, sottolineando che questa verifica dell'audience è possibile solo all'interno di un sistema di misurazione centralizzato.

Collegando le tariffe pubblicitarie commerciali ai GRP derivati dai misuratori centralizzati del panel, il quadro normativo assicura che gli acquisti di spazi pubblicitari rimangano legati alle performance audited minuto per minuto delle 16.100 famiglie di Auditel.

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