Materiale d’archivio del 10 novembre 2025, sezione Spettacolo. Il testo non è stato riscritto: di quel giorno restano queste righe, e le abbiamo lasciate come stavano, con le parole di allora. Il suo valore è la collocazione nel tempo: fissa quando la notizia fu data, e lascia alle pagine vicine il compito di raccontare il resto.
Di materiali come questo la sezione Spettacolo ne conta 708 in tutto, 259 nel solo 2025. La pagina della sezione tiene l’elenco completo in ordine di data: le schede dei giorni vicini stanno lì.
A partire da oggi ogni fornitura di armi ad uso scenico si ferma, e con essa si fermano tutti i set cinematografici e di fiction d’azione. Le perdite economico/produttive che ne deriveranno al settore si annunciano ingenti.
Gli sforzi delle Film Commission, e le finalità delle politiche di incentivazione, volte ad attrarre sul territorio del nostro Paese le produzioni cine audiovisive d’azione, saranno vanificate. Tutto ciò a causa della Legge che regolamenta la detenzione e l’uso delle armi a uso scenico, che ne stabilisce i requisiti tecnici e che indica le procedure per il relativo riconoscimento, ma con norme tecnicamente opinabili, oggettivamente inapplicabili e per di più con termini di attuazione perentori giunti oggi a scadenza.
Al momento siamo arrivati solo alla mera stesura, da parte dei competenti Dicasteri, di un testo contenente la proroga dei termini, ma fermo da un mese nel suo iter promulgativo
Risultato: stop alle attività, stop allo sviluppo, stop all’occupazione, stop alla competitività.
Il passo del gambero.